Il Mulino Nuovo

Il Mulino Nuovo

La struttura venne fabbricata nel 1806 e si chiamava Mulino dei Savj (o di Savio), portando così il nome del suoi ideatore: il settimese Giacomo Giuseppe Savio fu incaricato della costruzione dal governo napoleonico allora in carica. Era alta quattro piani e constava di altrettante ruote ad acqua, ognuna collegata a una macina da grano e meliga.

Il Mulino guadagnò nuova linfa a partire dal 1850, grazie a Francesco Chiariglione e Pietro Ducco, acquistarono il complesso e lo trasformarono in un moderno impianto industriale. Qui assunse la denominazione Mulino Nuovo. Nell’occasione fu modificato anche l’alveo del Freidano, così da ottenere un nuovo canale di adduzione.

Nel 1885 entrò in funzione la centrale termica, due anni dopo vennero ultimati i macchinari per la macinazione a cilindri e dal 1920 l’edificio si trasformò in gallettificio. Il Mulino Nuovo poteva quindi coprire l’intero ciclo produttivo, dalla macinazione dei cereali sino al confezionamento del prodotto finito. Dal 1929 l’edificio vive una fase di lungo declino ed arriva persino ad essere trasformato in deposito, fino a quando non vengono inaugurati i lavori di restauro (1997).

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